Progetto Immagine Academy

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Progetto Immagine Academy (Roma): “Sapersi differenziare per emergere

(Fonte: YouReputation.com)

In un settore in continua evoluzione e talvolta anche inflazionato, come è diventato quello dell’estetica, con un pullulare continuo di operatori e senza regole o certificazioni che facciano da argine, la differenza la fa l’esperienza, lo studio, la sperimentazione continua di nuove tecniche e prodotti, la ricerca di un proprio stile personale. Sono i suggerimenti di Roberta Ferretti, titolare di Progetto Immagine. Roberta è stata pioniera nel campo del trucco semipermanente e del tatuaggio estetico (non solo visagistico ma anche ricostruttivo epidermico), lavora nel settore da trenta anni. A Roma ha un centro di consulenza specializzato nel recupero e nel rinnovamento dell’immagine e anche una Academy per la formazione professionale per l’estetica del volto. 

Un mercato importante e vasto, quello dell’estetica, con una concorrenza spietata. Come si fa a mantenersi sulla cresta dell’onda?

“Puntando sempre sulla professionalità, sullo studio costante, sull’esperienza. Sono i tre elementi che conquistano sia la clientela che ha necessità o desiderio di ricorrere ad interventi di ricostruzione estetica o miglioramento della propria immagine, sia chi intraprende la nostra professione”.

Lei nasce estetista, poi diviene visagista, infine si orienta al trucco semipermanente. Oggi è anche docente in Italia e all’estero. Quali sono le competenze che bisogna avere oggi per svolgere bene questo lavoro?

“Prima delle competenze la passione e la curiosità, che ti spingono a studiare e ad approfondire tecniche, prodotti, tendenze. La mia passione è nata dall’amore per il disegno, che ancora oggi, praticando il tatuaggio cosmetico (visagistico e ricostruttivo epidermico) senza ausilio di dermografo, dunque con tecnica manuale, mi ritorna molto utile”.

Trenta anni di professione cosa le hanno insegnato?

“Quando ho iniziato in Italia eravamo in tre, forse. Mi ha aiutato viaggiare e confrontarmi con esperienze internazionali. Io sono stata in America per apprendere le prime tecniche del mestiere. Ero già estetista e visagista, ma lì ho iniziato a muovere i primi passi veri nel campo del trucco semipermanente. Ritengo fondamentale potersi confrontare con altre realtà, apprendere nuove tecniche per arrivare a mixare il tutto e creare uno stile personale è quello che suggerisco sempre ai miei allievi. Anche frequentare una accademia svincolata da brand di prodotto, una cosiddetta accademia autonoma, aiuta perché non si viene condizionati da uno stile predefinito, ma si ha la possibilità di crearne uno proprio”.

Parla di stile personale. Ma il tatuaggio estetico non avviene sempre nello stesso modo?

“Quando andiamo dal parrucchiere, banalmente, ciascuno ha un suo stile di lavorare i capelli. Quando scegliamo uno stilista, ciascuno disegna e propone abiti diversi. E’ la stessa cosa anche nel nostro settore. Chi effettua tatuaggio estetico o trucco semipermanente deve ritrovare un proprio stile per differenziarsi dal mercato. Io ad esempio sono per la semplicità e per un’immagine quanto più aderente alla realtà. Per me l’immagine va valorizzata, non stravolta. E per fare questo bisogna studiare la persona che abbiamo di fronte e che chiede il nostro intervento. Questo non riguarda ovviamente solo il trucco, ma la persona nel suo complesso”.

L’immagine è il risultato di un insieme di fattori combinati…

“Quando cerchiamo di rinnovare l’immagine, dobbiamo sempre considerare il contesto nel quale ci muoviamo, il lavoro che svolgiamo. Migliorare la propria immagine significa anche lavorare sulla propria personalità e comunicare gli aspetti migliori di se. Come se fossimo noi stessi un brand da vendere”.

Mi fa un esempio concreto?

“Qualche tempo fa è venuta da me una insegnante, molto preparata ma poco ascoltata in aula. Le ho risistemato l’arco delle sopracciglia, dando allo sguardo una maggiore enfasi e enfatizzando nella persona quella veste di autorevolezza che lei non riusciva a comunicare”.

E il risultato?

“E’ cambiata la percezione di lei presso gli allievi. E probabilmente anche la consapevolezza di se stessa ogni qualvolta si guarda allo specchio. Il risultato vero è che i ragazzi in classe ora la ascoltano e la rispettano di più. Migliorare la propria immagine non è solo questione estetica, ma anche di personalità e di successo nel lavoro”.

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